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Fondazione,  VieDiFuga

Una Fondazione per il Bello, il Giusto, il Vero

 

 

Se ha ragione Platone, e l’anima è prigioniera del corpo – allora tutta la realtà non è che una gigantesca prigione. Non c’è alcuna distinzione di sesso, religione, cultura, ricchezza o posizione sociale. Siamo tutti prigionieri.

Da questa prigione l’anima, che aspira all’infinito e ne è parte razionale e pensante – cerca in tutti i modi di uscire. Che ci riesca o no, non è cosa che può essere discussa con facilità. Ma l’importante è che (o se) pensi di esserci riuscita.

A volte l’anima non vede alcuna strada davanti a sé. Allora si lascia andare, e precipita in se stessa, nel più infinito degli abissi, con le più imprevedibili, e spesso dolorose, conseguenze. Tutti noi corriamo questi rischi. In ogni momento della nostra vita.

Ma c’è una categoria di persone (di anime!) più a rischio delle altre: sono le anime più sensibili e più delicate, più bisognose di esprimersi e più assetate del riconoscimento altrui.

Sono artisti, creativi di ogni fatta, scrittori, poeti, pittori, registi e quant’altro sia capitato in questo mondo, con l’unico obbiettivo di creare, e di mettere al sicuro la propria creazione, come la madre mette al sicuro i figli.

Sono anime destinate ad essere stritolate da una società organizzata su valori opposti, e che anche quando si interessa dei creativi lo fa per sottometterli alle sue regole; per sfruttarli più che per valorizzarli; o per valorizzarli a condizione di poterli sfruttare.

Le figure fenomenologiche dell’artista famoso depresso e/o drogato, se non suicida; e dell’artista in crisi da mancata notorietà – sono figure tristemente ben note e che fanno riflettere.

Sembra non ci sia scampo per le anime che guardano un po’ più in là; che sentono un po’ (solo un po’) più forte degli altri il richiamo di un-altro-mondo che non c’è, o meglio che non si “vede”.

Due nostri amici, Aldo Mastrorilli e Nicola Catalano, sono stati tra queste anime più infelici.

Aldo ha conosciuto l’eroina; Nicola si è perso nel vino. Ma queste sono solo le conseguenze, non certo le cause, di un’angoscia e di una disperazione esistenziale che hanno tutt’altre radici.

Alcol e droga – oggi lo capiamo – sono solo due delle tante vie-di-fuga per l’anima prigioniera, in cerca di se stessa.

Questo ci ha insegnato la lunga meditazione seguita alla prematura scomparsa di questi due amici, entrambi volati via nel 2005, a pochi mesi uno dall’altro.

Per questo, nel 2008, abbiamo pensato e organizzato VieDiFuga, una manifestazione multi-evento, multi-mediale e multi-culturale, per presentare questo progetto e farlo vivere sulle gambe di tanti artisti, creativi e volontari che si sono prestati (è il caso di dirlo? gratuitamente) per uno scopo così alto.

Abbiamo avuto grandi soddisfazioni e toccato momenti molto alti, intensi, che ci hanno segnato positivamente. Ed i momenti più intensi sono stati, certamente, quelli legati alla lettura pubblica e collettiva dei testi di Aldo e Nicola.

Sono rivissuti in noi, e ci hanno sconvolti proprio come sapevano fare quando erano (anche fisicamente) qui.

Noi vogliamo portare avanti questa esperienza e questo progetto, farlo crescere e diventare un punto di riferimento culturale vivo e forte nella comunità. Vogliamo far crescere l’Associazione Culturale Partecipare, di cui Aldo e Nicola hanno fatto parte, a cui hanno donato i loro scritti migliori.

Vogliamo fare dell’Associazione una Fondazione, che si occupi a tempo pieno di curare (nel senso letterale, di prendersi cura) l’intelligenza e la creatività, come il bene più prezioso.

Di riconoscerla, aiutarla ad esprimersi e valorizzarla. A tutte le età; ma soprattutto quando è più giovane, più inesperta e più indifesa.

Vogliamo proteggere le anime più sensibili dalle opposte patologie: lo stress da successo e la depressione da insuccesso; entrambe originate più dagli arcani meccanismi dello show business che dalle pure e semplici capacità e dinamiche individuali.

Vogliamo aiutare le anime creative a trovare la loro strada migliore: la serena espressione di sé, e la possibilità di comunicare col mondo senza l’ossessione del mercato e del suo strozzinaggio spirituale.

Vogliamo costruire una comunità libera, creativa, interessata al mondo, cittadina del suo tempo, capace di valorizzarsi e di valorizzare la realtà attraverso la creazione di quegli straordinari valori aggiunti che sono la bellezza, la verità, la giustizia, che vengono appunto dalla nostra anima, e senza i quali la realtà non sarebbe che un’accozzaglia di atomi, di gesti e di relazioni senza senso.

Insomma, poiché ci si chiede di essere “attuali”, vogliamo mettere su una fabbrica di bellezza, quel valore aggiunto che rende, in tutte le sue forme, più piena e tollerabile, e a volte esaltante, l’esistenza.

Laboratori creativi e scuole di creatività; conferenze tradizionali e “democratiche” interattive, dove a parlare è il pubblico; lezioni e campi scuola creativi, happenings, vernissages e insomma tutto quello che serve a creare bellezza, e a comunicarla al mondo.

Avremo una web tv, una casa editrice multimediale, scuole e laboratori per tutti i nostri (i vostri?) progetti. Un’impresa non da poco. Soprattutto in un contesto in cui qualunque impresa è incomparabilmente più difficile che altrove. Poco male. Siamo ottimisti e amiamo le sfide!

Questo sforzo gigantesco però ha bisogno di alleati. Abbiamo bisogno di Istituzioni attente e lungimiranti, disposte a investire su progetti a lungo termine. Abbiamo bisogno di privati e imprese che colgano le nuove opportunità di un mercato in cui l’immateriale è sempre più determinante.

Abbiamo bisogno di Te. Soprattutto. Del tuo impegno, se l’idea ti piace. Della tua attività, della tua parola, del tuo mondo, dei tuoi valori!

Abbiamo davanti a noi una sfida gigantesca, ma inevitabile. Una sfida che possiamo vincere.

Nel nome di Aldo, di Nicola, e dei mille e mille che non conosciamo, che forse si sono persi, o si stanno perdendo, proprio ora, magari vicino a noi.

I creatori di bellezza sono una risorsa importante, fondamentale. Siamo stati capaci (e lo siamo ancora: sarebbe dura, ma possibile) di vivere senza petrolio, senza computer, senza automobili. Persino senza internet.

Ma mai, neanche per un minuto, siamo stati o saremmo capaci di vivere senza bellezza, senza giustizia, senza verità. E’ bene che lo mettiamo nella nostra agenda. Al posto cui compete.

E se l’impresa, in tutta la sua visionaria enormità, non ti sbigottisce. Se non hai ancora cambiato pagina e stai leggendo fin qui – allora c’è davvero speranza!

 

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